Ecco perché bisogna saper riconoscere la Leishmaniosi

Leishmaniosi canina

In Europa ci sono più di 2.5 milioni di casi di Leishmaniosi canina, la malattia protozoaria che colpisce il cane in particolare attraverso la puntura di un insetto, il flebotomo o pappatacio. Perché è così importante conoscere le cause ed i sintomi di questa malattia? Cosa bisogna fare e qual è il ruolo del medico veterinario?

La Leishmaniosi è la malattia infettiva causata dal parassita Leishmania. Questo protozoo è trasmesso al cane per mezzo della puntura di un flebotomo o pappatacio, un insetto vettore che si nutre di sangue e perpetua l’infezione da un cane all’altro, a volte, anche all’uomo, se consideriamo alcune specie di Leishmania fortunatamente non ancora endemiche nel nostro Paese.
La malattia generalmente si presenta in varie forme delle quali una primaria classificazione prevede una forma viscerale ed una cutanea. La forma viscerale colpisce organi vitali (reni, fegato, milza..) ed apparati funzionalmente fondamentali per la vita dell’animale (apparato cardio-circolatorio, intima dei vasi in particolare, apparato muscolo-scheletrico, apparato visivo..). Si manifesta con caratteristiche clinicamente più invasive rispetto alla forma cutanea la quale determina vistose lesioni papulari, ponfi, lesioni crostoso-ulcerative e dermatiti desquamative.
Non esiste neppure una predilezione di razza, sesso ed età del cane. Purtroppo la Leishmaniosi è una malattia grave che può determinare i primi gravi sintomi anche dopo lungo tempo post infettivo e determinare pertanto molte più complicanze al soggetto colpito.

Perché è importante riconoscere la Leishmaniosi?

Questa malattia parassitaria è ormai diffusa nel sud Europa, molto anche Italia e particolarmente nella Regione Toscana. La diffusione si estende a zone che fino a qualche anno fa, erano considerate meno esposte e ciò è dovuto anche ai cambiamenti climatici a cui assistiamo.
Altro fattore che contribuisce alla diffusione di tale malattia infettiva è lo spostamento di cani positivi al protozoo (cani randagi e/o abbandonati) da zone a maggior rischio (specie il Sud Italia) verso zone a rischio minore.
Anche l’abitudine di portare durante i nostri viaggi, in aree geografiche endemiche, i nostri amici a quattro zampe, senza le adeguate tutele, può essere una concausa della diffusione costante della Leishmaniosi.
L’aumento di questa patologia vede sempre più impegnati nella prevenzione, i Servizi di Sanità animale delle regioni italiane, compresa la Toscana.
Il periodo più a rischio è tra aprile-maggio e settembre-ottobre ma l’estrema variabilità delle condizioni climatiche e delle temperature durante l’alternanza delle stagioni, non ci permette di assicurare un giusto limite di tempo all’espandersi della possibile infezione.
Ma perché l’interesse per questa malattia è aumentato negli ultimi anni?
Perché oltre ad estendersi geograficamente in aree che fino a qualche anno fa erano escluse, sono aumentati i casi di leishmaniosi viscerale e cutanea anche nell’uomo.
La Leishmaniosi è, infatti, una patologia o zoonosi indiretta che può essere trasmessa dall’animale all’uomo solo tramite la puntura dell’insetto insetto vettore, il flebotomo.
Non può avvenire per contatto diretto tra l’uomo ed il cane.

Il flebotomo o pappatacio è simile alla zanzara anche se di dimensioni più piccole ed è molto silenzioso. Agisce prevalentemente nelle ore serali o notturne, predilige zone palustri e riesce a riprodursi abbastanza velocemente. Purtroppo è molto complicato eliminare i vettori mentre è molto sensato agire in modo preventivo facendo attenzione alle nostre abitudini e a quelle dei nostri amici a quattro zampe.

Prendersi cura del cane e prevenire la malattia è fondamentale per tre motivi: tutelare la sua salute ed evitare pertanto il propagarsi dell’infezione, impedendo che il cane sia fonte di contagio per altri animali.

I Sintomi

La forma viscerale colpisce organi vitali (reni, fegato, milza..) ed apparati funzionalmente fondamentali per la vita dell’animale. A volte è molto difficile riuscire a capire se il cane è stato infettato. Spesso, la malattia rimane silente per tanto tempo, addirittura anni, prima di determinare dei sintomi. In generale, il primo segno clinico della malattia compare dopo circa 3 o 4 mesi dall’infezione iniziale ma non sempre i primi sintomi sono facilmente riconducibili alla malattia ad un occhio poco esperto.
Quando l’animale è già infetto, le cause scatenanti la sintomatologia clinica possono essere diverse. Può dipendere da un abbassamento delle difese immunitarie a causa di un altro disturbo (immunosoppressione temporanea o congenita) o può essere causato da fattori di altra natura come lo stress o un particolare indebolimento del nostro cane dovuto ad esempio ad un programmato intervento chirurgico. I sintomi iniziali sono: perdita di peso anche in presenza di appetito conservato, alopecia intorno agli occhi e al muso. A questi, con il passare del tempo, si vanno ad aggiungere ulcere o dermatiti desquamative, congiuntiviti ricorrenti e spesso difficoltà visive, ingrossamento dei linfonodi, disfunzioni renali, affaticamento. La forma viscerale è sicuramente quella più aggressiva. Quando notiamo alcuni di questi sintomi osservando il nostro cane è necessario condurlo dal veterinario per una visita accurata e accertamenti diagnostici collaterali.

test Leishmaniosi
Test in laboratorio

Il ruolo del veterinario: la diagnosi

Il sintomo se da una parte deve essere un campanello di allarme per il proprietario del cane dall’altra non può, da solo, aiutare il clinico veterinario a diagnosticare la malattia.
Solo gli esami di laboratorio possono confermare o meno la malattia ed individuarne lo stadio clinico.
La scelta degli esami spetta all’esperto veterinario in base alla valutazione dei sintomi.
In sede ambulatoriale, prima di tutto, sarà importante eseguire dei test sierologici che permetteranno di valutare, mediante titolazione anticorpale IFAT, la presenza di anticorpi nei confronti di Leishmania spp. in un cane infetto. Una volta valutata la presenza di un certo numero di anticorpi è fondamentale procedere alla valutazione dello stato degli organi e la loro buona funzionalità.
Sarà fondamentale inoltre uno screening completo per escludere altre malattie infettive attraverso test specifici in quanto la presenza di altre malattie può compromettere il quadro clinico completo.
Il primo obiettivo, in presenza della malattia, è individuare la gravità dei sintomi e lo stadio clinico del paziente in modo da poter individuare una giusta terapia di supporto.
La terapia ha lo scopo di arginare ed impedire che i focolai si estendano, limita gli effetti collaterali e stimola il ripristino delle difese immunitarie.

La primavera scorsa è stata messa a punto la fase pre-clinica per la sperimentazione di un nuovo farmaco per la cura della leishmaniosi sviluppato da una rete internazionale di ricercatori di nove Paesi e finanziato dalla Comunità Europea. Il farmaco, che presenta minori effetti collaterali, apre nuove prospettive di cura.

“Una buona prevenzione della malattia mediante l’utilizzo di repellenti che allontanino i vettori ed i consigli del veterinario di fiducia, possono evitare la diffusione di questa grave patologia.

Cosa accade al cane?

Cosa accade al mio cane in presenza di leishmaniosi? Questa è la domanda che più frequentemente viene rivolta al veterinario. Purtroppo non è semplice rispondere e neppure ipotizzare una soluzione valida per tutti. Le condizioni cliniche di partenza possono essere diverse anche in base ai diversi stadi della malattia e della sua gravità.
Importante è anche considerare la reazione alla terapia. Possono esserci cani refrattari o recidivi. In questi casi, è fondamentale rivalutare il protocollo terapeutico. Così come dopo la terapia, è utile ripetere controlli periodici per rivalutare il paziente.

Non è scontato aggiungere che il nostro affetto e la cura del nostro amico a quattro zampe sono fondamentali per la sua salute. La nostra presenza e vicinanza sono il primo e più importante aiuto.

Un passo indietro: la prevenzione e i consigli del veterinario

Cosa possiamo fare per impedire che il nostro cane contragga l’infezione e cosa per evitare che venga punto?
Ci sono accorgimenti semplici: limitare l’esposizione all’aria aperta del nostro cane durante le ore serali o in presenza di acqua e zone di ristagno che possano favorire la presenza di focolai, utilizzare insetticidi ambientali anche per i giardini o le zone esterne in prossimità del ricovero del nostro cane ed applicare prodotti repellenti certificati per il nostro cane e soprattutto ad intervalli regolari. I farmaci antiparassitari comunemente utilizzati hanno infatti un’ efficacia limitata nel tempo.
Gli spot on sono efficaci solo dopo 24 o 48 ore dalla loro somministrazione e devono essere applicati in modo accurato, direttamente sulla cute del cane, a distanza di circa 4-5 giorni da precedenti shampoo. I collari rilasciano le loro proprietà repellenti in modo lento e graduale e sono efficaci solo dopo i primissimi giorni. Gli spray hanno efficacia immediata ma durano poco. Per ottenere risultati efficaci è sempre consigliabile chiedere il parere di un esperto.
La cosa migliore è adottare soluzioni combinate intensificando la protezione durante i periodi e le ore più a rischio. Il veterinario è in grado di valutare la soluzione più adatta alle caratteristiche del nostro cane in base al peso, la razza o l’ età.

I vaccini sono una barriera fondamentale allo sviluppo della sintomatologia clinica e vanno sempre associati ad antiparassitari e repellenti per una maggiore sicurezza.

Molto importante è comunque sottoporre il cane a controlli periodici. Gli esami sierologici sono l’unica tecnica che permette di individuare in tempo la presenza di infezione latente.

Il nostro consiglio

Il consiglio più sano che possiamo dare è prendersi cura del nostro amico a quattro zampe sempre, monitorare gli ambienti in cui vive e seguire tutte le procedure necessarie per la una buona prevenzione.
Solo in questo modo possiamo godere a pieno della compagnia e della felicità che il cane è in grado di offrirci.

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Ecco perché bisogna saper riconoscere la Leishmaniosi
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Ecco perché bisogna saper riconoscere la Leishmaniosi
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La Leishmaniosi è la malattia infettiva causata dal parassita Leishmania. Questo protozoo è trasmesso al cane per mezzo della puntura di un flebotomo o pappatacio, un insetto vettore che si nutre di sangue e perpetua l’infezione da un cane all’altro.
Autore
Editore
Ambulatorio Veterinario Loni Marcucci Lami